Scrivo ep.05 – #Anna

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Anna è un nome perfetto. Sta bene con tutto. A me piace. E’ il nome di mia figlia ma ha origine nella mia infanzia.

La signora Anna. Donna che per me ha sempre avuto novant’anni. Anche se in effetti ne aveva meno quando io ero piccolo, e di più quando è morta. Mi regalava, ogni Natale, un fossile. Perché voleva sapessi da dove venivamo. Era una ex insegnante non so di quale grado di scuola. Era colta, ma soprattutto curiosa. Sempre in giro in bici, si informava sempre su come andavano i miei studi. La sua curiosità spero (o almeno mi illudo) mi abbia contagiato. Ricordo la sua casa, vecchia villa con un giardino fantastico, in una via semisconosciuta di Crenna, Via Duprè. Ricordo le teche, piene di fossili, pietre e altri reperti archeologici tutti catalogati, che facevano quasi a pugni con le immense librerie piene di vecchi libri. Suo figlio, illustre scienziato di non so quale Nasa, ha scritto una lettera che ha dato a tutti i presenti al funerale. In quella lettera, divertente e piena di amore, ha citato un episodio che descrive perché la Signora Anna è nel mio cuore.

Mia mamma, poco tempo fa, quando le ho fatto vedere un nuovo software che stavo sviluppando, mi ha detto: “Che meraviglia, è così bello che mi dispiace quasi dover morire e non poterlo usare”.

Questa curiosità, questa voglia di imparare sempre cose nuove. Questo mi ricordo di quella donna, sempre gentile, con i capelli bianchi e in movimento.