Le cose sono cose. Se ti possiedono è perché tu hai deciso di lasciarti comandare da oggetti.

Le cose sono cose. Non hanno valore in se. Lo hanno se glielo dai.

Il successo, per me, è allo stesso modo un concetto relativo.

Dicono:

Il centro di tutto, che tu lo voglia o meno, è il tuo cervello. Se vuoi, puoi.

Discorsi spiritualmente irritanti per me. Non ci credo. Sono più per l’elogio della sfiga. Delle difficoltà.

Il centro è qualcosa che non conosco. Non sono Steve Jobs e anche se mi piace pensare di essere come lui. Non lo sono. Non so superare i fallimenti inventando il mac su cui scrivo ora.

E poi essere li, in alto, ha un costo troppo alto per la mia, eppur labile, insicurezza.

Il talento non serve, la bravura è far sembrare il difficile quasi banalmente semplice. E’ l’invisibile che indossi ogni mattina a fare la differenza. Nessuno sa la battaglia che affronti ogni giorno, a nessuno interessa, il mondo per loro è meraviglioso, ma senza fatica nulla ha un senso. Nemmeno il miglior tramonto. La chiave è sapere che non è vero che non sei capace.