La psicologa – Ep. 05

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Andai con Melissa a mangiare un panino a pochi euro. Non era sano. Ma non avrei speso trenta euro per un primo o un secondo, nel locale della colazione.
Melissa riuscì a terminarlo con una voracità assurda. Come fossero tre giorni che non mangiava.
“Hai visto i tuoi amici?”
“Sì, c’erano il Teo e la Bea”.
“Ah… i due fattoni. Ora mi spiego perché hai così tanta fame!”
E ridemmo.
“Ridi ridi… che tra un po’ se fai un colloquio fatto male, rido io”.
“Perché devi tirarmela?”
“Stavo solo scherzando. È che, in passato, nei colloqui collettivi non sei stata una cima”.
“In quel caso non era un colloquio in banca. E poi avevo cinque anni di meno. Ed ero ingenua. E poi quell’esperienza mi è servita. Ora andrà di sicuro meglio”.

Il colloquio collettivo andò liscio. Feci la disinvolta, anche se le ascelle mi sudavano come se stessi correndo sul tapis roulant da un’ora.
E l’esperienza precedente pagò, perché superammo questo secondo step in quattro.
Se avessi passato tutto gli step, sarei stata convocata in un’altra giornata, per conoscere il responsabile del personale.
Mi mancava solo il colloquio con la psicologa. E, questo mi preoccupava ancor meno del test collettivo.


Ci dissero saremmo stati convocati personalmente. Quando entrai nello stanzino, mi trovai di fronte una ragazza con una lunga treccia, piccoli occhialetti e un viso accomodante. Indossava un golfino ciclamino ed era truccata con colori leggeri.
Mi parlò con un tono di voce basso e gentile. Come la mamma di una tua amica.
Prese tra le mani il mio test e si complimentò per il risultato ottenuto. Disse che agli esaminatori ero piaciuta per la mia spigliatezza. Per il modo in cui ero riuscita a far valere le mie idee nel colloquio di gruppo.
Era fatta!

Episodio 1