Il camion che uso per andare a prenderla ha quasi la mia età. Mio padre l’ha preso per trasportare pezzi di ferro. Un sogno diventato presto stabilità.
Una volta, nella vita precedente, lo usavo per spostare casse, pannelli e attrezzi per gli eventi educativi. Un sogno infranto. In futuro non so quanto ancora andrà avanti a spostare cose. Per ora, come da sempre nella mia famiglia, sposta un piccolo sogno. Un’idea.

La voglia di rischiare non mi è mai mancata. E anche cercare una casa a Gornate Olona, senza navigatore, nel 2017, è comunque un’avventura rischiosa.

La troviamo. Saluto il biondo. Vedo la barca. Non so cosa pensare, è come nella foto, ma diversa da come la volevo. E’ bella, lo stesso. La carico, la guardo, la trasporto in officina. Mancano tre mesi all’apertura, non so come farò a farla diventare un divano. Sospiro.

Il mese successivo la barca si sposta da un’officina ad un’altra. Dal capannone di Casorate a Cardano. Casa di Pagno la ospita come fosse una sua figlioccia. La guardiamo in due, adesso. La guarderanno in tanti. Chi entra li, nel garage/officina di Pagno, dice la sua. Fanne un tavolino, mettila di traverso, come la appoggi, si spacca appena ti siedi, fagli una struttura in ferro, mettiamo una corda, fanne una libreria, secondo me non viene.

Un mese a guardarla. Prima di smontarla. Per poi rimontarla. Togliamo un seggiolino. Ora c’è più spazio. “Reggerà?” Chiedo io. Pagno non ha risposte.

Il momento fondamentale è la visita del Gigino. Mobiliere che ha sempre fatto divani. “Si può fare?”

“Si. Metti le doghe più vicine e falla diventare una seduta da 170. Io tiro due corde e ti puoi sedere senza problemi”.

Ok, iniziamo.