La barca ep. 04

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Quando stacco una traversa di legno da una barca che ha più dei miei anni, la vite che ho in mano ha più vita di me. La barca era da canottaggio e ha ancora i seggiolini di legno, fatti a Livorno, dove una volta scivolavano atleti che, vincenti o meno, facevano sicuramente più fatica di quella che ho fatto io fino a qui.

Acqua, fatica, gare, soddisfazioni e anche il declino, lento e inesorabile, che ogni cosa ha. Ha vissuto questo. Come lo vivo io, come lo vive ognuno di noi. Quotidianamente.

Staccare e riattaccare pezzi di legno che hanno questa storia a me, ma solo a me, fa un certo effetto. Paolo e Riccardo, tra sigarette e improperi, cercano di creare delle doghe che sosterranno chiunque vorrà sedersi su questa barca.

Da fatica a riposo. La trasformazione di questo pezzo di legno, tenuto insieme da rivette e viti incastrate con una maestria unica, sembra ormai conclusa.

Sembra, perché ci sono ancora mille domande, che evito di riportare, ma che aleggiano nella mia testa.

Per ora la guardo, le doghe sono finite, stabili e pronte a sostenere il cuscino. Ora mi aspetta il gigino. Un altro cantiere e un altro passo per finire la preparazione della mia prima idea, pazza e inspiegabile. Ancora le persone che la vedono così, nuda, non capiscono come potrà essere usata. Io la mia foto ce l’ho già in mente. Ho già il posto e il modo. Tutto qui, nella testa, chissà se arriverà dove voglio!