Elogio della lentezza

Pubblicato da admin il

Premesse

Non vuole essere una dissertazione #contro

Non sono persona sobria, anzi #maistatosobrio

Non penso #aimieitempierameglio

Il tutto parte da un ricordo. Quando volevo vestiti diversi dagli altri, ma qui non li trovavo. Quando volevo una musica diversa dagli altri, ma nei negozi di dischi non la trovavo. Quando cercavo uno stile di vita diverso dagli altri, ma non lo trovavo.

Era un’altra epoca. Un altro secolo. Un altro Gabriele. Poi, a 17 anni, mi sono fatto coinvolgere da un articolo letto su un giornale trovato per caso, ascoltando un programma per caso alla radio.

Sono andato a Milano. Ho trovato un bel negozio. Comprato ottimi dischi, senza ascoltarli prima. Ho poi fatto qualche km a piedi e visto negozi che qui non avrei mai trovato. Preso magliette che non potevo comprare nella mia zona. Ho scoperto uno stile di vita che qui non vedevo.

C’ho messo sei mesi per incontrare tutto quello scritto sopra. Sei mesi? Così tanto dirai. Si, ma in quei sei mesi ho fatto altro. Tipo innamorarmi, scegliere l’università, bere, rompermi un ginocchio. Però è un ricordo stupendo quel periodo di scoperta, di ricerca, di viaggi a vuoto.

Il concetto continua grazie a tre casuali episodi.

Ieri una persona a me molto cara ha comprato dei pantaloni, che non trovava nei negozi in zona, sul web. Trovati, piaciuti, acquistai. Arrivati il giorno dopo. Indossati.

Un amico voleva un disco in vinile l’altro giorno e l’ha comprato su #amazon. Io nel mio negozio vendo dischi, gli stessi di amazon, allo stesso prezzo, basta entrare e chiedere. E il giorno dopo li hai, #primadiamazon.

Ieri c’era un bambino di una decina d’anni che aveva sete. Urlava per aver da bere dalla mamma. Non so perchè ma ho pensato che di certo non stesse morendo di sete e di certo sarebbe sopravvissuto a quel tremendo bisogno. Ma lui esigeva la bottiglia.

Tutto si muove in fretta, stando fermi sul divano abbiamo la possibilità di andare ovunque e trovare tutto. Mi chiedo quanto questo tutto, sia quello di cui abbiamo bisogno. Mi chiedo quanto cercare la cosa che ami, camminando, ti faccia amare quello che trovi, e il camminare. Mi chiedo perchè il bisogno è diventato un’esigenza, il diritto un dovere (per l’altro), il piacere obbligatoriamente a basso costo.

Abbiamo un prezzo per tutto, io non trovo più il valore di niente.

P.s. I pantaloni erano della taglia sbagliata e non esiste la taglia giusta

P.p.s. La mamma non gli ha dato la bottiglia

P.p.p.s. Da oggi se cerchi un vinile vai qui